mercoledì 13 agosto 2008

CHI HA DETTO CHE NON SI PUO' FARE?

Chi ti dice che non è possibile, forse non è in buona fede. e se poi a dirlo è un politico... beh... Non lo votare! Ecco la frontiera del dopo-petrolio. Macchè Nucleare "ecologico"! Vento, geotermico e solare. E mentre l'inflazione in Italia (solo in Italia e non in tutta Europa - complimentoni a questo governo fatto solo di spot, tasse e provvedimenti contro i deboli italiani e non) arriva al 6,1% e non si sa più come campare... Credo che sia giusto trovare alternative ai meccanismi speculativi del mercato basato sul petrolio.

E a proposito leggi questo articolo preso da Repubblica:

Gli esperti: ecco il progetto per dire addio al petrolio. Sarkozy l'avrebbe inserito tra obiettivi dell'Unione per il Mediterraneo.

Super-specchi nel Sahara e il deserto illumina l'Europa

dall'inviata CINZIA SASSO

UNA DISTESA di pannelli solari sottili come specchi distribuiti a tappeto nel deserto del Sahara. Una ragnatela di cavi ad alto voltaggio che parte dal Nord Africa e si dirama fino al Nord Europa. Potrebbe essere questa la soluzione per i più drammatici problemi che il mondo moderno si trova a combattere: la scarsità di energia e l'inquinamento atmosferico. Se diverrà realtà quello che gli scienziati si sono raccontati nei giorni scorsi all'Euroscience Open Forum di Barcellona, non c'è più da avere alcuna preoccupazione per il futuro. Almeno della nostra vecchia Europa. Basterà carpire i raggi che infiammano il deserto, quello più grande del mondo che abbiamo proprio qui sotto casa, e trasferirli. I pannelli solari disseminati nel Sahara potrebbero infatti portare direttamente a casa nostra tutta l'energia di cui abbiamo bisogno. Energia pulita e rinnovabile. Dunque praticamente infinita e non inquinante. A un costo mediamente di 15 centesimi al kilowatt più basso di oggi. Il progetto prevede la diffusione nel deserto nordafricano di pannelli solari fotovoltaici, piantati per catturare la luce del sole in un luogo dove la sua potenza è tre volte superiore a quella che ha, ad esempio, nel Nord Europa. Basterebbe, per scaldare d'inverno tutto il vecchio continente, occupare una superficie del deserto grande quanto la Lombardia. La diffusione dell'energia così raccolta, e soprattutto il suo stoccaggio, diventano però la parte più impegnativa del piano: per trasportare l'energia dal Nord Africa a tutta l'Europa, sarebbe infatti necessaria una immensa rete ad alto voltaggio di diffusione con costi che, oggi, sarebbero altissimi. Complessivamente, il progetto potrebbe toccare i 35,7 miliardi di euro. Serviranno quindi altri studi per poter immaginare una maggiore efficienza tecnologica e costi meno proibitivi. Ma anche una spesa tanto elevata, se davvero consentisse di realizzare un sistema a zero emissioni di diossido di carbonio e in grado di funzionare fino alla fine del mondo, potrebbe essere ammortizzata.
Arnulf Jaeger-Walden, dell'Istituto per l'Energia della Commissione europea, dice che basterebbe catturare lo 0.3% della luce del sole che inonda il Sahara per garantire all'intera Europa tutta l'energia di cui ha bisogno. E Giovanni De Santi, l'ingegnere nucleare italiano che a Bruxelles dirige l'Istituto, spiega che gli studi sono il risultato degli sforzi fatti per aiutare l'Europa a raggiungere gli obiettivi che si è data entro il 2020: ridurre del 20% le emissioni di CO2 e trovare fonti di energia alternative e rinnovabili. "Sarebbe - aggiunge - qualcosa di veramente assurdo se non fossimo capaci di mettere insieme le nostre risorse e le nostre conoscenze per risolvere un problema comune e drammatico". Se gli studiosi illustrano un piano preciso, e non solo un sogno, è chiaro che, per la sua realizzazione, c'è bisogno di un forte sostegno politico. Secondo il quotidiano inglese Guardian, anche quest'ulteriore passo è già stato compiuto: il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese ne avrebbero già discusso. Sarkozy avrebbe messo la realizzazione del piano tra gli obiettivi all'ordine del giorno dell'Unione per il Mediterraneo, l'organismo che riunisce i paesi dell'area e che è stato appena battezzato a Parigi. Alcuni paesi come Spagna e Portogallo, hanno già da tempo investito nell'energia solare; l'Algeria ha avviato la costruzione di un enorme impianto che combina energia solare e gas naturale. Sono i primi piccoli passi per rompere la dipendenza dal petrolio.

(12 agosto 2008)

venerdì 8 agosto 2008

L'ENERGIA DELLA DEMOCRAZIA.

ENERGIA PULITE E AFFARI SPORCHI. CHE NE PENSI?

Non è vero che le centrali nucleari danno energia pulita ed economica. Il Problema delle scorie non è stato ancora risolto. I costi di decomissioning (i costi di "smontaggio" della centrale) non sono mai conteggiati perchè li paga pantalone... E' un pò come i rifiuti (le discariche e gli inceneritori vicino casa non li vuole nessuno), ma qualcuno le vuole costruire e ci vuole speculare sopra (si veda l'ex-CIP 6). Non sarebbe più facile fare la differenziata spinta (rifiuti quasi zero) per la "monnezza" e energie rinnovabili (solare, eolico, gewotermico, etc.) per l'energia? Certo è che se uno si produce energia da solo, poi... Chi ci mangia sopra??

Vota anche il sondaggio (ironico) qui a fianco.

Tu che ne pensi?